Lunedì, 11 Dicembre 2017
Unitelsardegna Logo
Piattaforma didattica >>
 

Sassari - Il Comune dimentica l’uso della limba

Pubblicazione: 
Lunedì, 27 Agosto, 2012 - 11:30

 

La Nuova Sardegna
20 maggio 2012 —   pagina 17   sezione: Nazionale 

 

"Sassari è viva". Così titola il calendario del "maggio in città", relativo alle manifestazioni culturali dell'anno in corso. L'amministrazione comunale, a tale proposito, si è curata di far conoscere tutti gli eventi attraverso delle brochure nelle quali si legge: "Sassari è viva. Il maggio in città è anche questo", in italiano e in altre sei lingue. Il nostro è un mondo a colori che esprime fonie linguistiche bellissime. Mi rende felice, quindi, che l'amministrazione ne tenga conto e li coinvolga. Peccato, però che costantemente i colori e i suoni nostrani, e non mi riferisco a quelli degli abiti e degli organetti della manifestazione "pro turista" della Cavalcata, ma a quelli linguistici, non esistano per il Comune di Sassari. Sarebbe ora che l'amministrazione della tanto decantata "Città viva", si accorgesse che Sassari non è priva di lingue proprie, ma che ne può vantare ben due storiche, il logudorese e il sassarese, le quali convivono da sempre nello stesso territorio. Non tenerne conto significa non aver compreso pienamente né il significato di cultura né quello di Europa. Ed è gravissimo che il Comune di Sassari non abbia scritto quel motto anche nelle due lingue sarde citate. Nel 2002, su proposta del consigliere Ugo Niedda, l'amministrazione comunale, in virtù delle peculiarità culturali e linguistiche, s'impegnava di valorizzare la "parlata" sassarese, anche se il sindaco Nanni Campus, “lesthru lesthru”, velocissimo, sottolineava la sua contrarietà a un eventuale insegnamento nelle scuole. Il nulla dell'amministrazione comunale iniziò e finì lì. Purtroppo i sassaresi, dopo un lungo processo di depersonalizzazione, percepiscono il proprio “fabeddu”, parlata, come un dialetto rozzo, di bassa lega, buono solo per le canzonette o per farsi quattro risate al teatro, fino al punto di autoridicolizzarsi nella travisata e esaltata sassareseria che più che dare alla lingua turritana toglie. Un imbroglio che defunzionalizza e, infine, uccide il sassarese, il quale può, invece, esprimere decorosamente qualsiasi argomentazione alla pari di altre lingue. Di recente, in occasione dell'ottava messa per Karol Wojtyla nella chiesa di Santa Maria in Betlem a Sassari, l'assemblea intera ha pregato il Padre Nostro in sassarese, ma questo non è che un episodico spazio linguistico promosso da pochi "militanti". Ma ogni giorno il sassarese perde terreno ed è in grave pericolo di estinzione. Questo raggruppamento ha altresì rimosso tra i sassaresi, l'interesse e lo spirito di veicolarlo. Alcuni anni di insegnamento didattico mi portano a sostenere come invece può trovare stima fra gli scolari e i loro genitori ed essere, quindi, utilizzato in famiglia con la giusta serietà, se si eleva a dignità di lingua (perché lo è), alla pari di altre lingue romanze, anche se di minoranza. Il professor Leonardo Sole da anni ha messo a disposizione di tutti i suoi studi sulla lingua sassarese, ma evidentemente, sono sconosciuti o ignorati dall'amministrazione della città ("viva") di Sassari.
Fabritziu Dettori
Sassari