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Palabanda debutta il 26 aprile a Cagliari

Pubblicazione: 
Giovedì, 24 Aprile, 2014 - 11:27

MIELEAMARO IL CIRCOLO DEI LETTORI

presenta

Sabato 26 aprile alle 21,00

Teatro Minimax in via De Magistris a Cagliari

Cagliari 1812: un gruppo di cittadini democratici tenta un’azione insurrezionale volta a rovesciare la Corona.

È la congiura di Palabanda.

  PALABANDA

 

 

un’azione teatrale di Luciano Marrocu

con la messa in scena di Rita Atzeri

e la regia video di Andrea Lotta

Franco Siddi è Don Salvatore Cadeddu

Fausto Siddi è Don Lollotto

Rita Atzeri è Efisia

Marcello Armellino è Basilio

Vincenzo De Rosa è Don Muroni

Pier Paolo Frigau è Gaetano

e con la partecipazione straordinaria dello storico

Luciano Marrocu

musiche originali di Alessandro Muroni

eseguite dal vivo da

Alessandro Muroni – pianoforte

Lanfranco Olivieri – contrabasso

Stefano Salis - percussioni

una produzione

Miele Amaro il Circolo dei Lettori

in collaborazione con

Il crogiuolo e Teatro d’inverno

e con il sostegno di

Fondazione Banco di Sardegna

QUI IL TRAILER

 

Palabanda è una azione teatrale incentrata su tre quadri animati  da personaggi, alcuni storici altri di fantasia, collegati al tentativo insurrezionale -la “congiura” nella tradizione- di Palabanda. Negli ultimi mesi del 1812 un gruppo di democratici cagliaritani, più esattamente del quartiere di Stampace, tentarono un’azione insurrezionale volta probabilmente a rovesciare la Corona, che ancora in quegli anni aveva sede a Cagliari. L’azione, si può dire, fallì ancora prima di iniziare e fu seguita da capillare repressione che ebbe il suo acme, l’anno successivo, nella condanna a morte, eseguita, del capo della “congiura”, Salvatore Cadeddu.

Nella casa di costui, a Palabanda, un angolo del quartiere di Stampace, si erano svolte le riunioni preparatorie della “congiura” e in questa casa viene messo in scena il primo dei dialoghi teatrali, del tutto immaginari, che si svolge pochi mesi prima della “congiura”  e vede intervenire, insieme a Salvatore Cadeddu, alcuni suoi familiari e amici.

Anche il secondo dialogo teatrale, vede in scena Salvatore Cadeddu, a confronto col quale vediamo una sua “figlia d’anima”, Efisia e il figlio Gaetano. L’azione si svolge nel gennaio del 1812, pochi mesi dopo il fallimento della “congiura” e pochi mesi prima della cattura di Cadeddu. Si tratta di una riflessione sul fatto che le rivoluzioni vanno quasi sempre storte.

Del terzo quadro teatrale, che si svolge circa vent’anni dopo i fatti principali, è protagonista Don Lollotto, un modesto nobilotto quartese attratto suo malgrado nella cerchia rivoluzionaria dal suo amore per Efisia, femme savante ed eroina romantica della Cagliari di primo ottocento. Don Lollotto, forse ubriaco, confessa al servo Basilio il suo amore per Efisia.

Ognuno dei tre quadri è preceduto dall’intervento di due voci narranti. La prima è quella di uno storico, o sedicente tale, che contestualizza storicamente, forse in modo capzioso, il dialogo teatrale. La seconda voce, più indeterminata e sfuggente, ci introduce ai personaggi e al loro mondo morale.

Luciano Marrocu

 

Il bel testo di Luciano Marrocu offre, dei  protagonisti di quella che è ricordata come la “congiura” di Palabanda, un affresco così vivido da renderli personaggi vivaci e brillanti, con cui interpreti e pubblico hanno piacere di intrattenersi.

L'allestimento produce un brillante spettacolo che sfrutta le capacità comunicative del teatro e del video per far avvicinare la platea al tema trattato. Teatro e video vengono utilizzati come codici espressivi, dialoganti tra di loro: la presenza dell'autore in scena, citando i “Sei personaggi in cerca d'autore” è disturbata in video, dal servo muto, che vorrebbe ricevere un ruolo più importante dal suo autore. Sempre ai video è affidato il compito di mostrare gli antefatti delle scene teatrali. Con le suggestive musiche originali di Alessandro Muroni, eseguite dal vivo. Un intervento di circa un ora che conduce lo spettatore in un emozionante viaggio esplorativo della tematica storica.

Rita Atzeri