
L'ex direttore-editore di Sardegna 24, Giovanni Maria Bellu, si lancia in una nuova avventura dopo la chiusura del giornale con la messa in liquidazione della società. Appoggiato da un gruppo di giornalisti, ha fondato un'associazione culturale per dare voce "all'informazione che non c'è".
Si chiama Asibiri, arrivederci in sardo, e ricalca il titolo di copertina dell'ultimo numero del quotidiano andato in edicola il 29 gennaio scorso dopo solo sei mesi di pubblicazioni. "Una promessa mantenuta - spiega Bellu - Ora ci ripresentiamo consapevoli di affrontare una sfida difficile, perché oggi la libertà d'informazione e l'autonomia dei giornalisti sono fortemente limitate, a volte cancellate, sottoposte a varie forme di ricatto. L'associazione servirà per fare 'massa critica' attorno a questi temi. Abbiamo già aperto un sito, www.asibiri.com - annuncia l'ex inviato di Repubblica -, per continuare a dare notizie che altri non danno, per rilanciare le nostre denunce con approfondimenti e inchieste giornalistiche".
Il battesimo dell'iniziativa si terrà domani pomeriggio al Teatro Massimo di Cagliari, con inizio alle 17. Un dibattito pubblico sul mondo dell'informazione e sull'anomalia sarda. "Nell'Isola - denuncia Bellu - c'è un editore occulto: è la Regione che, attraverso la pubblicità istituzionale e i fondi della presidenza della Giunta, finanzia certe testate giornalistiche e ne esclude altre. Diciamo basta - incalza il giornalista - e organizziamo da subito una struttura dell'informazione libera". Bellu, che racconterà la storia di Sardegna 24, dal primo all'ultimo giorno, sarà affiancato da Concita De Gregorio, firma di Repubblica che con lui ha condiviso la direzione de L'Unità, Marcello Fois (in collegamento da Bologna), Massimo Dadea (che ha abbandonato in polemica l'associazione Sardegna Democratica, vicina a Soru), Lilli Pruna, Giacomo Mameli, Giorgio Melis e Graziano Siotto.
Giovedì 09 febbraio 2012 16.53










