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E IL CONSIGLIO SI RISVEGLIA CONTRO MONTI, di Francesco Casula

Pubblicazione: 
Lunedì, 27 Agosto, 2012 - 12:00

 

Ja fit ora. Il Consiglio regionale, con un colpo di reni e un moto di orgoglio ritrova l’unità e all’unanimità approva un ordine del giorno indirizzato al Parlamento per garantire adeguati livelli di tutela della lingua sarda in sede di ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie. Se infatti passasse  il disegno di Legge governativo (n. 5118/XVI) attualmente in discussione in Parlamento, la Lingua sarda sarebbe decapitata. In esso infatti mentre si privilegia livelli di protezione alta per alcune lingue sostanzialmente protette da altri Trattati internazionali (Tedesco, Sloveno, Francese, Ladino) si sceglie invece livelli di protezione bassa per le altre lingue riconosciute dalla legge 482/99, tra le quali quella sarda, che è la più numerosa di tutto il territorio italiano, con oltre un milione di parlanti accertati e delimitati secondo le procedure dell’art. 3 della legge suddetta. In particolare la protezione della lingua sarda risulta largamente insufficiente nei paragrafi relativi all’istruzione scolastica, ai Media, alla giustizia amministrativa e penale. Di fatto, per quanto afferisce all’insegnamento, specie per le scuole superiori, sarebbe confermato il quadro normativo della legge 482/99 che non sblocca la situazione per la Sardegna in quanto le competenze restano statali e la Regione non può intervenire se non con norme di sostegno alla libera volontà delle Autonomie scolastiche per cui la Lingua sarda resterebbe sulla soglia della scuola, ma non entrerebbe come lingua normale di studio o veicolare. Ancor peggiore sarebbe la situazione per l’insegnamento tecnico-professionale e per il settore universitario, in cui la lingua sarda è esclusa del tutto. Fin’ora, i parlamentari sardi, nella discussione del testo governativo nelle varie Commissioni, hanno brillato per il loro mutismo, eccezion fatta per Palomba (IDV) e, recentemente, per Mereu (UDC). Si muove invece il Sindacato, con Mario Medde (CISL) che dopo aver attaccato Monti per il “centralismo autoritario statale che cerca sistematicamente di ridurre gli spazi dell'autonomia speciale della Sardegna” , sostiene che “qualora la mozione del Consiglio regionale dovesse restare inascoltata, la Regione sia pronta a coordinare iniziative a tutti i livelli istituzionali, per Il riconoscimento pieno, effettivo e integrale di minoranza linguistica”.
Pubblicato su SARDEGNA Quotidiano del 4-8-2012