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Comitadu pro sa limba sarda - Scelta del sardo a scuola

Pubblicazione: 
Lunedì, 13 Febbraio, 2012 - 12:24

 

 

Se si vuole che il sardo si rafforzi e sia sempre più usato in famiglia e nella società, sopratutto dai giovani e dai ragazzi, è fondamentale che sia presente nella scuola, oltreché in ogni altro ambito e uso, in modo ufficiale, come previsto dalla legge sarda 26/97 e da quella italiana 482/99.

 

 Se, perciò, crediamo che sia urgente che la lingua sarda sia materia di apprendimento e mezzo per imparare tutte le materie almeno nella scuola dell’obbligo, le famiglie devono finalmente esercitare il diritto di scegliere il sardo per i propri figli all’atto dell’iscrizione al primo anno, così come già fanno per le lingue straniere, così come è previsto dalla legge statale 482/99 sulle minoranze linguistiche, anche alla luce di una positiva e analoga esperienza delle famiglie e delle scuole friulane, a favore della lingua friulana a scuola.

 

Non c’è altro modo se non questo per raccogliere e censire la volontà dele famiglie sarde che hanno a cuore il mantenimento e il rafforzamento dell’uso del sardo in famiglia, a scuola e nella società.

 

Dunque, il Comitadu pro sa limba sarda sollecita l'Assessore alla cultura Sergio milia, la Commissione cultura del Consiglio regionale affinche venga convinto il direttore scolastico regionale per la Sardegna, dr. Enrico Tocco, che fa parte dell'Osservatorio della lingua sarda, affinché raccomandi a tutti i dirigenti scolastici sardi di inserire urgentemente la lingua sarda nella “scheda di iscrizione” che deve essere compilata e presentata dalle famiglie entro il prossimo mese di febbraio.

 

Solo così si potrà operare una prima definizione del bacino d’utenza del sardo nelle scuole (ossia il numero degli alunni e delle scuole interessate a essere “Scuola Bilingue”), si raccoglierà la necessaria disponibilità di insegnanti sardofoni a insegnare in/il sardo, le modalità e i contenuti della indispensabile formazione, da condurre territorialmente o nelle scuole, degli insegnanti interessati, anche con il supporto esterno di enti preposti alla formazione o comunque abilitati a farlo.

 

Sarebbe così possibile un utilizzo mirato delle purtroppo scarse risorse disponibili rispetto alle volontà così espresse dalle famiglie e dai docenti per operare all'interno dell'autonomia scolastica con risultati ottimali ed incrementabili e non possibili con i diluiti finanziamenti a pioggia.

 

Sicuramente, così facendo, la Scuola darebbe un contributo fondamentale al rafforzamento della tramissione intergeneazionale del sardo. E certamente darebbe un contributo reale contro la dispersione scolastica, legata anche al distacco che la Scuola ha mostrato fino ad ora ha nei confronti della identità culturale e linguistica degli studenti sardi.

 

 La presenza del sardo in tutte le scuole della Sardegna avrebbe la funzione di affermare un più stretto legami tra gli allievi, gli insegnanti, le famiglie e la terra e la cultura in cui vivono, ma avrebbe anche importanti ricadute sull’occupazione, per la evidente necessità di nuovi mezzi, strumenti e contenuti didattici, culturali, scientifici, per il cui approntamento ed elaborazione potrebbero finalmente essere mobilitati centinaia e centinaia di insegnanti che vedrebbero rafforzata la propria funzione docente e tantissimi  laureati capaci e specializzati che ora stanno ai margini o fuori della scuola.

Mario Carboni