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“Comitadu pro sa limba sarda” protesta per interrogatorio a Doddore

Pubblicazione: 
Lunedì, 27 Agosto, 2012 - 11:20

 

Su Comitadu pro sa limba sarda protesta ”vivacemente” contro il rifiuto del Giudice delle indagini preliminari di Oristano, Annie Cecile Pinello, di svolgere ”in lingua sarda l’interrogatorio di garanzia, come richiesto da Salvatore Meloni”, arrestato sabato dalla guardia di finanza con l’accusa di frode fiscale. ”Ancora piu’ sconcertante – dice all’Adnkronos Mario Carboni, portavoce del Comitato per la lingia sarda – e’ aver giustificato tale decisione con riferimento alla famigerata sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato il sardo un dialetto ma non una lingua, in contrasto palese con quanto stabilito dalla legge d’attuazione dell’articolo 6 della Costituzione, la 482 del 1999 a tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Secondo Carboni la decisione del Giudice ”contrasta anche con i principali documenti di diritto internazionale a tutela delle lingue minoritarie, nazionalita’, minoranze nazionali e linguistiche e di salvaguardia dei diritti civili ed umani universali. In particolare l’atteggiamento contro la lingua sarda del giudice, viola la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, ratificata dal Parlamento e in vigore dal 1 marzo 1998”.

Il Comitato per la lingua sarda ”ritiene che il diritto di tutti i sardi ad essere giudicati nella propria lingua, e a scontare anche eventuali pene, venissero loro definitivamente comminate sempre nella propria lingua, sia patrimonio degli innocenti quanto dei colpevoli in quanto diritto civile ed umano collettivo del popolo sardo tutelato dalla Costituzione e dai trattati internazionali”.

Carboni spiega che il Comitato evidenzia la mancata attuazione, da parte del Tribunale di Oristano, delle norme previste dalla legge 482 sulle minoranze linguistiche e ”rinnova l’allarme gia’ lanciato con la denuncia delle manovre governative contro la lingua sarda portate avanti con la proposta di ratifica della Carta europea delle lingue, con la spending review e da parte di spezzoni centralisti dello Stato come evidenziato dalla famigerata sentenza della Cassazione, richiamata dal giudice di Oristano a giustificazione del suo operato contro la nostra lingua, tendente a relegare la lingua sarda in serie B fra le lingue da tutelare della Repubblica e i sardi in una riserva indiana”.

Su Comitadu pro sa limba sarda, ”respinge ogni strumentalizzazione di parte della questione linguistica sarda – conclude Carboni – rinnova l’invito a tutte le forze politiche, culturali, economiche della Sardegna alla mobilitazione per la difesa della nostra lingua (comprendendo le alloglotte ), sottoposta ad un attacco senza precedenti e che ha come fine piu’ vicino l’esclusione dell’insegnamento della lingua sarda nelle scuole e nell’Universita’ ormai voluto dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica”.

 

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