
L'Associazione culturale Malik, ospite delle giornate organizzate nell'ambito del progetto transfrontaliero "E-pistemetec, network culturale tra territori", in occasione della mostra fotografica di Dario Coletti "On the sea and underground", comunica che venerdì 23 settembre presso il Castello Salvaterra (località Colle San Guatino a Iglesias) alle ore 19:30, in anteprima sul progetto "I libri aiutano a leggere il mondo-l'avventura di un lettore di Italo Calvino" (realizzato nell'ambito della legge L.R 20 settembre 2006 n.14, art. 21, comma 1, lett. m. Progetti di promozione della lettura e festival letterari di interesse regionale, nazionale e internazionale. Annualità 2011) si terrà la prima presentazione del libro
OKEANOS&HADES
CHRONICLES FROM SARDINIA
(postcart edizioni, Roma 2011)
di
DARIO COLETTI
Un libro fotografico che vuol essere un viaggio nel Sulcis iglesiente, incorniciato da un paesaggio senza eguali, alla scoperta del dualismo tra mare e entroterra, tra coste e interno,tra miniere e tonnare.
Con l'autore interverranno la photoeditor Manuela Fulgenzi e l'editore e fotografo Claudio Corrivetti.
postato da: Sara Chessa alle ore 23/09/2011 09:49 | link | commenti |
categorie: libri, mostra, malik, iglesias

Vanità, magia, devozione e storia. Intorno a questi temi si è articolata la ricerca Prendas sui gioielli, gli amuleti e i riti magici a Villasor. Finanziata dalla legge 26/97, per la tutela e valorizzazione della lingua e della cultura sarda, ha coinvolto degli artigiani locali, degli appassionati e alcune persone che praticano riti apotropaici per la guarigione. Le collezioni di Luigi Cocco, le collezioni private e della Parrocchia di Villasor hanno fatto da sfondo all’intero lavoro, evidenziando il grande interesse per il tema da parte della popolazione locale.
Il progetto cofinanziato dal comune di Villasor, assessorato alla cultura, è stato realizzato dall’Associazione Malik e da Ojos design.
Da tutta la ricerca emergono analogie e differenze, derivanti dalla storia di ciascun gioiello/amuleto. In ogni prenda si è mantenuta l’arte delle pratiche di guarigione tramite is brebus, formule trasmesse di madre in figlia nelle pratiche domestiche, di padre in figlio nelle pratiche contadino/pastorali, da generazioni e ancora oggi la popolazione si rivolge a queste persone per la guarigione di malanni derivanti dal malocchio.
L’intero lavoro è stato pubblicato sul sito www.prendasdesardegna.it . Il sito si configura come il primo passo per la creazione di un portale sul gioiello sardo e si articola in una parte generale e in sezioni dedicate a ogni paese, i comuni coinvolti ad oggi sono 11 compreso Villasor. Una vasta campagna di ripresa fotografica di collezioni di gioielli private e pubbliche, ricerche iconografiche d’archivio su foto d’epoca che dimostrino le consuetudini d’uso dei gioielli/amuleti, interviste dal preciso carattere etnografico registrate e montate in clip filmati costituiscono i contenuti visivi di www.prendasdesardegna.it integrati da un ricco corredo testuale di approfondimento.
Durante la ricerca è stata usata la lingua sarda e sono state riconosciute e rispettate le sottovarianti linguistiche di ogni comunità. Tutto il materiale prodotto è bilingue, in sardo e in italiano.
Tutto il lavoro sarà presentato sabato 24 settembre alle ore 18.30 presso il Castello di Siviller. Parteciperanno testimoni, ricercatori e amministratori.
postato da: Sara Chessa alle ore 14/09/2011 11:22 | link | commenti |
categorie: progetto, malik, convegno seminario conferenza

Abito tradizionale femminile, maschile e dell’infanzia. Intorno a questi temi si è articolata la ricerca antropologica sull’abito tradizionale “Bestimentas”, finanziata dalla L.R 26/97 per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda, ha interessato i comuni di Burcei, Settimo San Pietro e Sinnai, coinvolgendo Pro Loco, appassionati, collezionisti e mastras - mastros de pannu.
L’intento, e insieme la convinzione, di questo progetto culturale è che al recupero dei valori della tradizione locale possa corrispondere il consolidamento dell’identità locale e dei valori di appartenenza per costituire l’humus di una crescita prima culturale poi sociale e infine economica.
Dal progetto, condotto dall’Associazione Malik e da Ojos design emerge un forte attaccamento alla tradizione e una sua rivalutazione testimoniata dalla ricchezza e quantità di pezzi originali gelosamente conservati e dall’attivismo dei gruppi folk nella riproposizione del costume e delle tradizioni ad esso correlate. I costumi sono stati documentati fotograficamente e schedati nelle loro componenti, testimonianze filmate, dal preciso carattere etnografico, riportano con freschezza e immediatezza le memorie di usi che rischiavano di scomparire. Durante la ricerca è stata usata sa limba sarda comuna e sono state riconosciute e rispettate le sottovarianti linguistiche di ogni comunità. Tutto il materiale prodotto è bilingue, in sardo e in italiano.
Tutti questi materiali documentari sono inseriti nel sito prendasdesardegna.it ; il sito attivo da circa tre anni e con una media mensile di oltre 1.000 visite e 3.500 visualizzazioni pagina assume ora – per accogliere i nuovi contenuti – la nuova veste grafica ancora più accattivante che sarà presentata assieme alla ricerca.
Il sito prendasdesardegna.it , arricchendosi di contenuti e nell’immediato futuro di altri paesi, si avvia a divenire il portale di riferimento per la divulgazione etnografica dei giacimenti culturali legati al gioiello tradizionale, al costume e, in genere, alle “prendas”. Prènda o prèndha infatti, come riportato da Ditzionariu de sa limba sarda di Condaghes, significa: “lallanu de oro o àteru metallu bellu fatu pro ponner in dossu, mescamente in pódhighes, in su brussu, in trugu, in origras, o fintzas in sa bestimenta;
in su narrer carosu, si narat de zente istimada forte, de cosa chi balet o est pretziada meda e, in suspu, a menisprésiu puru.”
La ricerca Bestimentas e la nuova veste di prendasdesardegna.it saranno presentati al pubblico venerdì 22 luglio alle ore 18 presso l’Arca del Tempo, l’innovativo museo multimediale nell’area archeologica di Cuccuru Nuraxi a Settimo San Pietro.
Il programma prevede, oltre ai saluti degli amministratori locali, la partecipazione dello scrittore Natalino Piras con un intervento intitolato “No' istes in tristura prenda 'e oro”, degli autori, di testimoni e ricercatori.
Arca del Tempo, Parco archeologico di San Giovanni e Cuccuru Nuraxi, via Alagon 36, Settimo San Pietro
ore 18,00
Saluti
I sindaci dei comuni di Settimo San Pietro, Burcei e Sinnai
Valeria Sanna, Associazione Malik, coordinatrice del progetto
Da Prendas a Bestimentas, un progetto di ampio respiro
Alberto Soi, Ojos design, direttore artistico del progetto
L’interfaccia della tradizione, la comunicazione etnografica nel web
Rossella Deiana, operatrice culturale, ricerca sul campo
Sas bestimentas de Settimu
Emilia Sanna, operatrice culturale, ricerca sul campo
Sas bestimentas de Burcei
Luigi Olla, operatrice culturale, ricerca sul campo
Sas bestimentas de Sinnai
Joyce Mattu, operatrice culturale, traduzioni in “limba comuna”
Il progetto e sa limba sarda
Natalino Piras, scrittore
No' istes in tristura prenda 'e oro
Seguirà rinfresco
Donatella Pani, Comune di Settimo San Pietro: 070 7691.216
Valeria Sanna, Associazione Malik: 347 08 92 378
Alberto Soi, Ojos design: 070 40 23 80
postato da: Sara Chessa alle ore 13/07/2011 08:31 | link | commenti |
categorie: progetto, malik, sito internet, sinnai, settimo san pietro, burcei, legge 26 del 97, convegno seminario conferenza

Parte a Lodine il 23 giugno 2011 il progetto “ARTE COME MESTIERE”, proposto e coordinato dall’Associazione Culturale Malik, cofinanziato dalla Regione Sardegna, dall’Amministrazione Comunale di Lodine. Principali protagonisti saranno i giovani della Consulta Giovanile di Lodine, che con il supporto di professionisti nel campo dell’arte, del Museo MAN e dei ragazzi della Consulta Intercomunale “Giovani della Barbagia per l’Europa”, verranno guidati in un percorso nel quale si propone di trasformare il tempo libero in tempo “utile”, in cui una passione, un interesse o una predisposizione, possano porre le basi per scelte professionali future mature e ragionate. Il titolo del progetto “ Arte come mestiere” vuole essere un omaggio ad un’opera di Bruno Munari, artista noto in tutto il mondo, in cui si legge: “è necessario che l’artista abbandoni ogni aspetto romantico e diventi un uomo attivo fra gli altri uomini, informato sulle tecniche attuali, sui materiali e sui metodi di lavoro e, senza abbandonare il suo innato senso estetico, risponda con umiltà e competenza alle domande che il prossimo gli può rivolgere”. Si intende sostenere l’idea che in un momento di grave crisi economica, quando anche i mestieri legati all’arte risentono delle difficoltà generali, è importante investire in formazione, ricerca e cultura della conoscenza. Le arti, intese, nell’accezione più fedele all’etimologia del termine, come “artigianalità e creatività manifatturiera”, possono costituire una buona opportunità, diventando un serbatoio naturale di occupazione e lavoro. Coinvolgendo i ragazzi in prima persona nella gestione del progetto, si intende proporre loro un percorso, breve, ma certamente significativo e introduttivo rispetto al mondo dell’arte come forma di espressione ma anche come prospettiva di lavoro; il progetto ambisce a creare relazioni tra i ragazzi partecipanti e il sistema dell’arte contemporanea in Sardegna, intesa nelle sue svariate manifestazioni, attraverso l’articolazione di incontri di orientamento, momenti di approfondimento con esperti nel campo e la proposta di laboratori non solo di tecniche, ma anche e soprattutto di idee. Verranno coinvolti un fotografo professionista del calibro di Dario Coletti, vicedirettore dell’Istituto Superiore di Fotografia di Roma dove coordina il master annuale di fotogiornalismo che terrà un workshop e grazie alla collaborazione del Museo Man di Nuoro, alcuni artisti emergenti e talentuosi come Vincenzo Pattusi (selezionato per l’edizione 2011 della Biennale d’arte di Venezia) e Stefano Marongiu, entrambi nuoresi, che porteranno ai ragazzi la loro preziosa esperienza di studio e di lavoro. Nel corso di questi incontri i ragazzi saranno impegnati in prima persona a svolgere un piccolo progetto d’arte, che si concluderà in occasione della Festa dell’arte che si tiene il 23 luglio a Lodine, con l’esposizione finale dei lavori creati dai giovani partecipanti.
postato da: Sara Chessa alle ore 24/06/2011 09:18 | link | commenti |
categorie: progetto, malik, lodine

Martedì 21 Dicembre ore 11:00
presso la sala Polifunzionale del Comune di Lodine
si terrà la Conferenza Stampa relativa alla seconda annualità del progetto “Giovani di Barbagia per l’Europa”, che vedrà presenti i Sindaci degli otto paesi dell’Unione dei Comuni di Barbagia (ente che ha finanziato il progetto); la Consulta Intercomunale di Barbagia; il Centro Eurodesk Lodine; l’Isituto C. Floris di Gavoi; l’Associazione Malik e la Cooperativa Alternatura.
L’incontro, come già anticipato vuole chiudere l’annualità del 2010 e tracciare i possibili scenari per il 2011. Tante le cose fatte e da farsi. Intanto, grazie alla stretta collaborazione con il Centro Eurodesk, è stato possibile fare una grande esperienza in quanto a formazione europea e progettazione di scambi interculturali con i paesi della CEE. L’ultima esperienza in questo senso, ha visto partire a Novembre 5 ragazzi per “Campina” in Romania, nell’ambito del progetto “Art and Craft”, che ha visto partecipare 40 ragazzi di 7 paesi d’Europa. Sempre in collaborazione con la sede Lodine di Eurodesk è stato possibile fare formazione specifica con il progetto UEXte, rivolto alle classi quinte e terza liceo dell’Istituto Istruzione Superiore C. Floris di Gavoi, con grande soddisfazione di tutti i partecipanti, degli insegnati e del Dirigente della scuola. Inoltre, sono stati messi in cantiere tre progetti per l’anno 2011 di animazione e scambio territoriale, che vedrà protagonisti i giovani dei Comuni più direttamente coinvolti (…ma non solo), e che si rivolgeranno ad ambiti importanti e sensibili quali: 1) ambiente e natura; 2) identità e tradizione; 3) salute e primo soccorso.
Grande soddisfazione da parte del Presidente dell’Associazione Malik, ideatrice e supervisore del progetto e di Gianluca Cacciotto della cooperativa alternatura, coordinatore delle attività. “Due anni fa questo progetto sembrava impossibile” dice il Presidente dell’associazione Malik “Oggi è una realtà, e di questo devono essere orgogliose le amministrazioni dell’Unione dei Comuni di Barbagia che ci hanno creduto e i ragazzi che si sono dati da fare e si sono impegnati in questo progetto”. “Questi due anni di lavoro a contatto con i ragazzi” aggiunge Gianluca Cacciotto (animatore referente) “hanno confermato che il percorso da fare è ancora lungo e che la strada non è per niente facile, ma sappiamo anche di poter contare su ragazzi molto motivati e capaci, che hanno dimostrato di avere spirito di sacrificio e buona volontà. Con questi presupposti credo che la Consulta possa crescere e diventare un’importante punto di riferimento per il territorio, in particolare per i giovani”.
postato da: Sara Chessa alle ore 15/12/2010 13:05 | link | commenti |
categorie: gavoi, malik, ovodda, convegno seminario conferenza, lodine, tiana, ollolai, olzai, sarule, oniferi
BURCEI. All’inizio del prossimo anno prenderà il via nei comuni di Burcei, Settimo San Pietro e Sinnai il progetto “Bestimentas. Is maistas de pannu” ideato da Valeria Sanna presidente dell’associazione culturale Malik e finanziato dalla provincia di Cagliari con i fondi della legge regionale 26 (Promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda). (j.b.)
Da La Nuova Sardegna del 01/12/2010
postato da: Sara Chessa alle ore 01/12/2010 10:07 | link | commenti |
categorie: progetto, malik, la nuova sardegna, provincia di cagliari, burcei, legge 26 del 97

I LIBRI AIUTANO A VIVERE MEGLIO
Bruno Munari – la lettura da tutti i punti di vista
Manifestazione di invito alla lettura cofinanziato dall’Assessorato Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sportdella Regione Sardegna con, L. R. 20/09/2006 n. 14, art. 21, comma 1, lett. m. Progetti di promozione della lettura e festival letterari d’interesse regionale, nazionale e internazionale. Annualità 2010.
ORISTANO 3/19 DICEMBRE 2010
NORBELLO 4/5 DICEMBRE 2010
Nel prossimo primo weekend di dicembre, da venerdì 3 a domenica 5, approderà ad Oristano e a Norbello la seconda ed ultima tappa della prima edizionedella manifestazione "I libri aiutano a vivere meglio – Bruno Munari – la lettura da tutti i punti di vista" ideata e organizzata dall’Associazione Culturale Malik, in collaborazione con i diversi partners coinvolti.
“I libri aiutano a vivere meglio” è una affermazione presa in prestito da Bruno Munari, il grande artista e designer del ‘900 e instancabile perlustratore di zone inesplorate. Costantemente impegnato in una poliedrica ricerca, Munari si è infatti dedicato a pittura, scultura, cinematografia, scrittura e didattica. Il titolo della manifestazione sintetizza chiaramente il preciso intento dell’iniziativa, volta ad approcciare e promuovere la lettura"da tutti i punti di vista", secondo il prezioso consiglio munariano.
La manifestazione, nella sua prima edizione, ha scelto per gioco lo slogan MI NARU MUNARI. Per una curiosa coincidenza infatti “mi naru” non è solo l'anagramma del nome dell’artista, ma significa anche, in lingua sarda campidanese, ”mi chiamo” e quindi mi presento, mi racconto. Le varie iniziative previste, occasione d’incontro con l’opera di Munari, si succederanno con l’intento di avvicinare un pubblico eterogeneo al mondo della lettura, attraverso un coinvolgimento in prima persona, diretto ed attivo.
Ad uno dei maggiori innovatori nell’arte del fare libri e alla lettura è dunque dedicata la mostra itinerante “MI NARU MUNARI -la lettura da tutti i punti di vista”, nella quale attraverso la visione di filmati e l’esposizione di vari oggetti (libri, documenti storici, prodotti di design, fotografie ecc.), provenienti dalla Collezione Bruno Munari della Galleria del Design e dell'Arredamento CLAC di Cantù, i curatori propongono una selezione critica del corpus delle pubblicazioni e della attività editoriale dell’artista, per presentarla al pubblico della Sardegna, mettendo in particolare risalto il rapporto speciale e totale che l’artista aveva, da un lato con il mondo dei libri e dall'altro con l'azione del leggere.
La mostra si articola attraverso delle aree tematiche, ma non è, volutamente, previsto un vero e proprio percorso espositivo; si intende piuttosto suggerire al visitatore alcuni spunti di riflessione e di approfondimento che invitano ad apprezzare la complessità e la ricchezza d'esperienze culturali insite nel lavoro di Munari e a comprendere perché "i libri aiutano a vivere meglio".
L’editoria al servizio del lettore.
Libri con una grafica innovativa, libri che raccontano già dalla copertina una storia, contenuti chiari e semplici nel racconto e nel processo informativo.
Il lavoro editoriale è stato per Munari un’attività che lo ha accompagnato per tutto il corso della vita. E’ stato infatti anche redattore, giornalista, cronista, ha raccontato a tutti con brevi articoli e con un’impaginazione nuova le sue lezioni sulla comunicazione visiva.
Munari progetta copertine per diverse case editrici (Einaudi, Mondadori, Scheiwiller, Zanichelli, Corraini),ormai diventate icone della grafica, mettendo il suo lavoro al servizio del lettore, ma anche e soprattutto al servizio del libro. Libro contenitore, libro oggetto, libro che comunica prima di tutto visivamente. “Gran parte della mia attività artistica è passata anche attraverso l’opera grafica, alla quale mi sono dedicato soprattutto per esprimere una assenza di gestualità…” (B. Munari 1992). È “attraverso l’opera grafica” appunto che Munari propone molte delle sue ricerche sulla comunicazione visiva, senza mai dimenticare a chi era ed è rivolto il risultato finale, cioè il lettore.
Il libro d’artista
Leggere con Bruno Munari può diventare un'azione spiazzante, che rompe convenzioni, come quando si leggono i suoi Libri illeggibili. Ma come si legge un libro illeggibile?
“I miei libri comunicano qualcosa attraverso la natura della carta, lo spessore, la trasparenza, il formato delle pagine, il colore della carta, la texture, la morbidezza o la durezza, il lucido o l’opaco, le fustellature e le piegature” (B. Munari, 1991).
Generati dalle ricerche futuriste di Marinetti e Depero, inventati nel 1949, realizzati in poche copie, i Libri illeggibilifurono esposti per la prima volta alla libreria Salto di Milano. Il libro interessa come oggetto in sé, come “lavoro d’arte” ( Celant 1971), aperto alla leggibilità polisensoriale, non più alla parola scritta. Inizialmente vicino al secondo futurismo, Munari espone in numerose collettive del movimento e ne illustra alcuni libri tra cui, nel 1937, Il poema del vestito di latte di Marinetti, presente in mostra. Col maturare del suo lavoro artistico e grafico Munari si distacca progressivamente dal gruppo futurista, raggiungendo una posizione autonoma rispetto a tutti i movimenti artistici italiani.
Una Città di libri da guardare e toccare
Contro le convenzioni sociali ed artistiche Munari attua una rivoluzione silenziosa, la cui vocazione naturale è superare i limiti presenti nelle idee, negli oggetti e nel tempo. Nessuno all’inizio se ne era accorto, come nella mostra Mi Naru Munari non ci si accorge immediatamente del fatto che silenziosi libri di Bruno Munari, disseminati nella“città dei libri”, sono a disposizione concreta del pubblico curioso.Il lettore da fruitore passivo si scopre così protagonista.
Con Bruno Munari non si legge più in un solo modo, ma da tutti i punti di vista.Ogni libro contiene una pluralità di azioni potenziali che si possono incontrare solo sfogliando le pagine. La sorpresa di svelarle emoziona e diverte. Guardare attraverso, cercare, inventare, progettare, confrontare, ascoltare, comporre l'immagine, scoprire formati diversi, toccare, osservare l'invisibile, moltiplicare i punti di vista, esplorare le variazioni, spiazzare le abitudini: sono solo alcune azioni del leggere che conducono al cuore della conoscenza.
Dalla lettura agli oggetti di design che circondano il lettore
“… Una giusta progettazione conduce quindi a oggetti che, per il loro equilibrio tra materia, tecniche, funzione, forma, si pongono fuori dalle mode, dagli stili e durano nel tempo finché una nuova materia o una nuova tecnica non propongono nuove soluzioni per la medesima funzione.” (B. Munari, 1972).
Un design che va oltre le mode e gli stili, un design ancora attuale (i primi progetti di Munari sono datati 1952), un design ancora in commercio, un design che segue un percorso progettuale, un metodo che secondo Munari va spiegato sin dalla scuola dell’infanzia.
La Lampada Falkland(1964), l’Abitacolo (1971), Il posacenere Ponza (che deriva dal Cubo del 1957), sono oggetti di design pensati per tutti, oggetti semplici che possono rendere comoda anche la vita di chi legge, in molti modi diversi.
Conquistatasi ormai un posto d’onore, la Scimmietta Zizì, progettata agli inizi degli anni Cinquanta (Ponti la pubblica su Domus nel 1952 e nel 1954 è fra i premiati alla prima edizione del Premio la Rinascente Compasso d'Oro, ovvero il massimo riconoscimento nell’ambito del design) ed oggi rieditata, consente a Munari di mettere a frutto le precedenti esperienze per l'applicazione della gommapiuma armata nel campo dei giocattoli. Ma la Scimmietta Zizì è innovativa per quei tempi anche per quanto riguarda l'imballo, con il motivo a rete su un involucro trasparente e l'apertura riposizionabile. Munari vuol sottolineare l'importanza simbolica assunta dal sacchetto, come elemento del progetto: una piccola scimmia, comune ospite di ogni zoo, che poteva essere acquistata, liberata dalla sua prigione e restituita al movimento.
La Mostra proposta e coordinata dall’Associazione Malik a cura di MUNLAB® (www.munlab.it), CLAC srl Cantù ( www.clacsrl.it ), Studio Insito ( www.studioinsito.com ), ha già ottenuto un ottimo successo a Cagliari, dove è stata allestita nei locali della Galleria d’arte contemporanea Crobu Inc. contando numerosi visitatori, soprattutto con le visite delle scuole della Provincia di Cagliari.
Con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Comunale dell’Amministrazione di Oristano, dal 3 al 19 dicembre 2010 la mostra sarà allestita presso il nuovo edificio nel complesso del Foro Boario, oggetto di recente restauro, in Piazza G.L. Pintus, all’angolo tra Via Ricovero e Via G. Marconi.
L’ingresso é gratuito e aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, per consentirne un’estesa fruizione e coinvolgere una gamma di visitatori più ampia possibile.
In occasione dell’inaugurazione, il 3 dicembre alle ore 18.00, sarà ospite lo scrittore Aldo Tanchis, (www.aldotanchis.net), originario di Lei (NU), autore del saggio pubblicato dagli Editori Laterza nel 1981 “L’arte anomala di Bruno Munari”, che nella particolare occasione proporrà un intervento dal titolo “Guardare il mondo con gli occhi degli altri”.
Il pensiero e l’opera di Munari hanno trovato una naturale applicazione nel mondo della didattica. Fin dal 1945, ispirato dalla propria azione educativa nei confronti del figlio Alberto, Munari ha realizzato innovativigiochi e libri per l’infanzia, convinto che il processo cognitivo del bambino sia molto più importantedell’esito raggiunto o dell’oggetto prodotto. I suoi laboratori, nati nel 1977 a Brera, sono diventati un metodo pedagogico brevettato.
Grazie alla preziosa e proficua collaborazione con il principale partner del progetto, il Munlab®, Spazio Permanente Bruno Munari di Milano, una società attiva in molteplici aree, con la missione di sviluppare un approccio all’arte, alla cultura e all’innovazione, applicando il Metodo Bruno Munari® per stimolare il pensiero progettuale creativo,la manifestazione offre l’occasione per sperimentare tale metodo attraverso i Laboratori didattici ideati e curati da Pia Antonini. Studiosa dell'opera di Bruno Munari, di cui è stata diretta collaboratrice, docente di storia dell'arte presso il Liceo Artistico Umberto Boccioni di Milano, formatrice e ricercatrice nell’ambito del metodo Bruno Munari, formatrice in Epistemologia Operativa e socia fondatrice dell’Associazione Bruno Munari (ABM), Pia Antonimi,con operatori qualificati e operatori di Malik, con il patrocinio dell’AssociazioneBruno Munari (www.brunomunari.it), propone laboratori rivolti agli studenti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado, alle famiglie e ai bambini, ai nonni e ai nipoti, ad operatori del settore, ma anche semplicemente a persone incuriosite dal tema.
Il punto di partenza di ciascun laboratorio è sempre una domanda esplorativa (alcuni esempi: Come si cattura la pelle del mondo in un libro? In quanti modi diversi si può fare un libro illeggibile? Come si può leggere un libro tattile?) rivolta ai partecipanti, per poi, attraverso il fare concreto, estendere la conoscenza.
Pur conservando l'atmosfera di gioco, che ha sempre caratterizzato le attività di Munari rivolte ai bambini, i laboratori MBM® costituiscono lo spazio ideale in cui bambini, genitori, nonni ed adulti possono, attraverso i materiali scelti e gli stimoli offerti dagli operatori, esplorare attivamente e sperimentare nuove possibilità espressive in totale libertà. L’intento principale è quello di fornire l’occasione per riflettere sul processo di scoperta e apprendimento, al fine di affinare la consapevolezza delle azioni educative nell’ambito dell’arte e del mondo della lettura.
Il gradimento già riscosso dai laboratori, promossi a Cagliari, fa prevedere che anche ad Oristano, dove si svolgeranno venerdì 3 e sabato 4 dicembre, presso la Scuola media n° 4 in via G. Marconi 5 e a Norbello domenica 5, presso la Biblioteca Comunale in via Vittorio Emanuele 1, i Laboratori costituiranno un momento importante della realizzazione del progetto.
C’ è molta attesa anche a Norbello, dove l’Amministrazione Comunale, riconoscendo il valore di tale manifestazione, ha voluto, di concerto con l’Associazione Malik, offrire ai propri abitanti, ma anche a tutti coloro che desidereranno partecipare, l’opportunità di conoscere il mondo munariano e attraverso questo, incentivare la lettura, inserendo "I libri aiutano a vivere meglio" all’interno di un calendario già ricco di appuntamenti previsti dal Comune.
A chiusura dei laboratori, domenica 5 alle 17.00, presso la Biblioteca Comunale di Norbello, in via Vittorio Emanuele 1, sarà offerto un ulteriore momento di intrattenimento culturale “Storie e storie: gli oggetti si raccontano…”. Attraverso la narrazione improvvisata di storie, Gianluca Medas, noto componente della Compagnia teatrale Figli d’arte Medas, catturerà l’attenzione del pubblico presente, stupendolo e coinvolgendolo nella performance. Anche coloro che si troveranno di passaggio, magari durante la passeggiata domenicale con i bambini, potranno ascoltare una breve storia e godere di un occasione di svago alternativa e divertente.
Proseguono anche nella provincia di Oristano i lavori coordinati dal fotografo Dario Coletti, ( www.dariocoletti.com ), attraverso le tecniche di narrazione per immagini dell’workshop fotografico Le Fotocronache, proposto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI) di Roma e rivolto ad aspiranti fotoreporters.
Spunto per l’approfondimento dei metodi della narrazione, propri del linguaggio fotografico, sono le tecniche descritte nell’opera Le Fotocronache di Munari, dall'isola dei tartufi al qui pro quo, una delle più belle, ironiche e fondamentali lezioni sull'uso della fotografia in comunicazione, edita dalla Editoriale Domus nel 1944. Anche in questo caso si tratta di un’iniziativa già sperimentata a Cagliari e l’entusiasmo dimostrato dai partecipanti e il buon livello qualitativo delle immagini e della documentazione prodotta preannunciano ottimi risultati anche per la tappa nel territorio oristanese.
In questa fase intermedia il coordinatore dell’workshop presenterà sia ad Oristano che a Norbello i primi risultati del lavoro svolto fino ad oggi.
Hanno parte attiva nel progetto anche le biblioteche coinvolte, la Biblioteca Comunale di Oristano e il Sistema Bibliotecario Città e Territorio di Norbello, che, come è avvenuto con la Biblioteca provinciale per ragazzi della Provincia di Cagliari, cureranno ognuno una mostra bibliografica su Bruno Munari, grazie al prezioso impegno del personale delle Biblioteche. Un vero e proprio invito ai fruitori a voler scoprire il grande patrimonio munariano posseduto dalle Biblioteche ospitanti.
La missione principale dell’intera manifestazione è senza dubbio didattico – divulgativa: educare e rieducare alla lettura e all’ascolto. L’innovazione sta nel metodo impiegato: ogni esperienza prevista, infatti, è multisensoriale e soprattutto trasforma il pubblico da fruitore passivo a protagonista attivo. L’invito è rivolto a tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno conservato la capacità e il desiderio di stupirsi. Proponiamo ad ogni visitatore di aprire una porta o anche solo di affacciarsi per una rapida occhiata nel mondo di Munari e della lettura, certi che quanto proposto non potrà lasciare nessuno indifferente.
I nostri partners
Partners operativi:
Partner istituzionali:
Con il patrocinio di:
Programma del secondo appuntamento ad Oristano e Norbello
ORISTANO 3/19 DICEMBRE 2010
Venerdì 3 dicembre
Scuola media n° 4, via G. Marconi 5
h 9.00 - h 11.00 - h 15.30 – Laboratori per le scuole con il MBM®
Come si cattura la pelle del mondo in un libro? Texture e polisensorialità
Mostra bibliografica su Bruno Munari a cura della Biblioteca di Oristano
Foro Boario, Piazza G.L. Pintus, angolo via Ricovero, via G.Marconi
h 18.00 – Inaugurazione della mostra MI NARU MUNARI – la lettura da tutti i punti di vista
Guardare il mondo con gli occhi degli altriIntervento dello scrittore Aldo Tanchis
La mostra sarà visitabile dal 3 al 19 dicembre, h. 9.30 - 13.00 / 17.00 – 20.00
Sabato 4 dicembre
Scuola media n° 4, via G. Marconi 5
h 9.00 - h 11.00 - h 15.30 – Laboratori per le scuole e per gli operatori con il MBM®
In quanti modi diversi si può fare un libro illeggibile? I Libri d’artista
Foro Boario, Piazza G.L. Pintus
h 11.00 Piccole storie, grandi storie, presentazione di un workshop fotografico sulle orme di Munari, presentazione di Dario Coletti
NORBELLO 4/5 DICEMBRE 2010
Sabato 4 dicembre
Casa Marceddu, sede del Sistema Bibliotecario Città e Territorio, via Vittorio Emanuele
h 16.30 Apertura della manifestazione
Intervengono: Antonio Pinna, Sindaco di Norbello, Franco Schirra, Responsabile del sistema bibliotecario, Valeria Sanna, Presidente dell'Associazione Malik, Pia Antonini socia fondatrice del MUNLAB® Milano, Dario Coletti, fotografo e Vice direttore Istituto Superiore Fotografia e Comunicazione integrata di Roma, Raffaele Piras e Roberto Manca, curatori della mostra sul fumetto “Sardegna in Fumo”
Domenica 5 dicembre
Biblioteca Comunale, via Vittorio Emanuele, 1
h 9.00 - h 11.00 - h 15.30 – Laboratori per tutti con il MBM®
Come si legge un libro tattile? La costruzione di libri per stare insieme
h 9.00 - Realizzazione del murale L'albero della lettura, a cura di O. Carminal e G. Pilloni
h 17.00 Storie e storie…gli oggetti si raccontano, Gianluca Medas della Compagnia teatrale Figli d’arte Medas
Mostra bibliografica su Bruno Munari a cura del Sistema Bibliotecario Città e Territorio di Norbello
Casa Marceddu, sede del Sistema Bibliotecario Città e Territorio, via Vittorio Emanuele
h 11.00 “Piccole storie, grandi storie”, presentazione di un workshop fotografico sulle orme di Munari, a cura di Dario Coletti
Proiezione video su Bruno Munari
Mostre nel Comune di Norbello
Sardegna in fumo, mostra sul fumetto in Sardegna, a cura di Raffaele Piras e Roberto Manca
Espressi-vita, mostra a cura della giovane pittrice Viviana Faedda
Bruno Munari
(Milano, 1907 – 1998)
Nato a Milano nel 1907, Bruno Munari si trasferisce prestissimo con i genitori a Badia Polesine, nella campagna veneta vicino all'Adige. A diciotto anni torna a Milano e, nel 1925, grazie all'aiuto di uno zio ingegnere, comincia a lavorare come grafico. Le sue prime creazioni, pubblicate su varie riviste dell’epoca, risalgono al 1926 e sono firmate "bum", perché in quel periodo Munari si faceva chiamare così. Nel 1926 entra in contatto col movimento futurista e, tra il 1927 e il 1933 partecipa alle collettive della galleria Pesaro, oltre che alle Biennali e alle Quadriennali degli anni Trenta. La sua attività artistica spazia dalla pittura al collage, alla grafica, al design, alle opere polimateriche. Nel 1930 crea la sua prima "macchina aerea", che anticipa le "macchine inutili", costruzioni del tutto astratte, sospese o appoggiate a terra. Nello stesso anno si associa anche con Ricas (Riccardo Castagneri) e, con il marchio R+M, i due artisti produrranno grafica pubblicitaria fino al 1938. Nel 1933 Munari allestisce la sua prima personale alla Galleria delle Tre Arti, a Milano. L’anno seguente compare tra i firmatari del "Manifesto tecnico dell’aeroplastica futurista" e nel 1935 realizza una serie di dipinti astratti. Nella seconda metà degli anni Trenta entra in rapporto con gli artisti del Milione, galleria in cui esporrà gli "oggetti metafisici" nel 1940.
Negli stessi anni si avvicina anche al gruppo di "Valori Primordiali", firmandone il Manifesto. Nel 1942 pubblica un libro sulle "macchine inutili" e nel 1947 comincia a costruirle in serie. Dal 1939 al 1945 lavora come grafico per Mondadori ed è art-director della rivista "Tempo". Nel 1945, con il medesimo editore, comincia la sua serie di libri per bambini che, pensati per il figlio Alberto, vengono poi tradotti in tutto il mondo.
Nel secondo dopoguerra, nel 1948, è tra i fondatori del MAC (Movimento Arte Concreta), accanto a Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati. A partire dal 1949 costruisce “libri illeggibili”. Dal 1952 comincia a produrre giocattoli in gommapiuma, portaceneri cubici, lampade di maglia e firma il "Manifesto del Macchinismo". Nel 1962, presso il negozio Olivetti di Milano, organizza la prima Mostra di Arte Programmata. A partire dagli anni Settanta approfondisce i suoi interessi in ambito didattico e contribuisce al rinnovamento teorico e pratico dell’insegnamento artistico creando la prima struttura abitabile trasformabile, l'Abitacolo.
Nel 1977 realizza il primo Laboratorio per l'Infanzia alla Pinacoteca di Brera. Da allora la sua fama si è sparsa per il mondo. Gli sono state conferite molte onorificenze; numerose scuole in Europa, America e Asia lo hanno insignito di vari titoli e ovunque si fanno mostre a lui dedicate. Bruno Munari muore il 30 settembre 1998 a Milano.
Munari, vita migliore con i libri. ORISTANO. Le opere dell’artista e designer Bruno Munari (foto) saranno esposte al pubblico a Oristano e Norbello. Oggi, alle 18, nello spazio espositivo del Foro Boario di Oristano, sarà inaugurata la Collezione “Mi Naru Munari”. Da oggi a domenica 5 si svolgerà infatti la seconda e ultima tappa della prima edizione della manifestazione “I libri aiutano a vivere meglio - Bruno Munari - la lettura da tutti i punti di vista”. La mostra rimarrà aperta sino al 19 dicembre, con orario 9,30-13 e 17-20. Ingresso gratuito. L’iniziativa gode del supporto dell’amministrazione comunale del capoluogo. «Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto ideato e proposto dall’associazione culturale Malik di Gavoi e inserito nel programma dei Festival letterari della Regione Sardegna - osserva l’assessore della Cultura Luca Faedda -. I laboratori didattici costituiranno una preziosa occasione per i più giovani per stimolare il pensiero progettuale creativo come approccio all’arte, alla cultura e all’innovazione». I laboratori, condotti dall’associazione Munlab di Milano, saranno ospitati nella Scuola media di via Marconi. La mostra, itinerante tra Cagliari e Oristano, prende forma da una scelta critica tra i libri e l’attività editoriale dell’artista, provenienti dalla Collezione Bruno Munari della Galleria del Design e dell’Arredamento Clac di Cantù. L’esposizione presenta da una parte il rapporto speciale e totale che Bruno Munari, perlustratore di zone inesplorate, aveva con il mondo dei libri e dall’altra con l’azione del leggere. È l’azione che porta al cuore della conoscenza e i libri sono strumenti concreti per entrare in relazione e comunicare con il mondo che ci circonda. Così la lettura attraverso le dinamiche proprie di Bruno Munari può diventare un’azione spiazzante, un’esperienza paradossale che rompe abitudini e convenzioni, come quando si leggono i suoi “Libri illeggibili”. La manifestazione, nella sua prima edizione, ha scelto per gioco lo slogan MI NARU MUNARI. Per una curiosa coincidenza infatti “mi naru” non è solo l’anagramma del nome dell’artista, ma significa anche, in lingua sarda campidanese, “mi chiamo” e quindi mi presento, mi racconto. Bruno Munari, artista e designer, ha dato contributi fondamentali nell’espressione visiva e della comunicazione (pittura, scultura, fotografia, cinematografia, scrittura, poesia). Ha collaborato con tutte le aziende più importanti per la rinascita del Paese, dalla Einaudi alla Olivetti, dalla Campari alla Pirelli, e una serie di geniali invenzioni progettuali ne fanno un personaggio chiave del design italiano. Con Con il progetto più ambizioso di tutti: i laboratori per stimolare la creatività infantile, che dagli anni ’70 sono all’avanguardia nella didattica e nella formazione delle giovani generazioni. «I libri aiutano a vivere meglio” costituirà un’occasione importante per la città di avvicinamento alla sua “arte anomala” come la definisce Aldo Tanchis, che è stato allievo e collaboratore di Bruno Munari. E spetterà proprio ad Aldo Tanchis, noto al pubblico come narratore e sceneggiatore, il compito di inaugurare oggi la mostra al Foro Boario. In contemporanea ai laboratori saranno realizzate “Le Fotocronache-Tecniche di narrazione per immagini”, workshop a cura di Dario Coletti. Curatori della mostra con l’associazione Malik sono Pia Antonini (Munlab) e Simona Maspero (Clac). Allestimento e grafica Laura Peretti, Studio Insito.
Da La Nuova Sardegna del 03/12/2010
postato da: Sara Chessa alle ore 03/11/2010 10:13 | link | commenti |
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